Filmografia

VELÁZQUEZ. L’OMBRA DELLA VITA

17 Maggio 2019 | Emanuela | ARTE, DOCUMENTARI, PRODUZIONI

Tomaso Montanari sbarca nella Spagna del Seicento sulle tracce di Diego Velázquez. In 4 puntate, tra Roma, Siviglia e Madrid, Montanari segue, tela dopo tela, il percorso poetico e artistico di uno dei “giganti” dell’arte del Seicento. Nessun artista si è mai accostato al ritratto con una tale forza e una tale capacità di scavare nel fondo dell’anima umana come ha fatto Diego Velázquez. Un aspetto che continua a colpire gli artisti contemporanei, così come aveva “ossessionato” Francis Bacon negli anni Sessanta del Novecento. Nei ritratti e nelle scene di gruppo, la forza della realtà emerge con una pittura veloce, dalla pennellata densa, amata da Manet (che ha definito Velázquez “il pittore dei pittori”), da Renoir e da tutto il gruppo degli Impressionisti.

1. La materia della realtà
Gli inizi di Diego Velázquez “pittore dei pittori”, secondo la felice definizione di Manet. Nasce 1599 a Siviglia, l’estremo lembo meridionale d’Europa, ma una terra di confine e una città straordinariamente vivace dal punto di vista artistico: un anno prima vi ha visto la luce Francisco de Zurbaràn; vent’anni dopo vi nascerà Murillo. Diego comincia nella bottega di Francisco Pacheco, di cui sposerà la figlia Juana. Gli inizi sono caravaggeschi, segnati da un estremo naturalismo e da una felice capacità di rappresentazione della realtà, nei volti dei santi come nei ritratti della gente comune. L’acquaiolo di Siviglia, uomo di condizione umile, è reso con una monumentalità che ben si adatterebbe al santo di una pala d’altare. La vecchia missionaria Madre Jeronima de la Fuente sprigiona dal volto un furore e una determinazione rari nei ritratti dell’epoca.

2. La materia della pittura
Velázquez è a Madrid. Pittore ufficiale del re Filippo IV e della famiglia reale. Ritrae il re da giovane, in armatura, in piedi o a mezzo busto, in tenuta da caccia e a Fraga. Ormai è il ritrattista più importante d’Europa, ma per suggellare questo primato ci vuole un nuovo viaggio in Italia. A Roma ritrae papa Innocenzo X Pamphilj. Per ottenere la commissione Velázquez fa un ritratto del suo servo, Juan de Pareja. Uno schiavo dipinto, ma vivo più del modello reale.

3. Mucha alma en carne viva
La corte di Madrid non è fatta solo dalla famiglia reale. Ci sono anche gli ultimi, i nani e i buffoni. Una schiera di figure cui Velázquez dà la stessa dignità che riserva ai grandi della corte. Ciò è evidente nella tela dove è ritratto il principino Baltazar Carlos accanto a una nana. Velázquez allarga la lente del suo obiettivo e ci mostra la situazione che si crea quando lui dipinge. È la strada che porta a Las Meninas. Un’opera che parla della pittura, del rapporto tra l’artista e il committente e tra l’arte e il potere.

4. I fantasmi di Velázquez
E’ il ritratto il filo conduttore di tutta l’opera di Velázquez, anche quando il pittore affronta temi mitologici. Come il Marte: “il dio più scoglionato della storia dell’arte”, hanno detto. Una figura reale secondo la tradizione caravaggesca, come l’Esopo o il Menippo, “filosofi” che guardano il mondo con distacco e a cui Diego dà le fattezze di mendicanti. Anche la Venere è un ritratto, anche se vediamo appena il volto della modella attraverso lo specchio. Per seguire la trama di quest’opera andiamo all’Archivio di Stato di Roma: lì si trova un documento che parla di un figlio avuto dal pittore, che ha fatto supporre che la madre del ragazzo potesse essere la modella di questo quadro.

LE STANZE DI RAFFAELLO

20 Aprile 2019 | Emanuela | ARTE, DOCUMENTARI, PRODUZIONI

Raffaello comincia ad affrescare l’appartamento privato di papa Giulio II Della Rovere nei Palazzi Apostolici nel 1508, ad ha appena 25 anni. Inizia dalla Stanza della Segnatura, poi lavora nella Stanza di Eliodoro (1511-14), quindi, dopo la morte di Giulio II e sotto al papato di Leone X Medici dipinge la Stanza dell’Incendio di Borgo (1513-14).

Nel 1519 Raffaello comincia il lavoro nella sala più grande, la Sala di Costantino, progetta gli episodi ma non riesce a dipingerli. La morte lo sorprende il 6 aprile del 1520, a soli 37 anni. La Sala sarà completata da Giulio Romano e dai suoi collaboratori.

Guardiamo gli affreschi. Poi ci soffermiamo sull’opera che il maestro stava dipingendo negli ultimi giorni, la Trasfigurazione, oggi alla Pinacoteca Vaticana, che venne esposta al Pantheon durante i solenni funerali. In quell’occasione il poeta Pietro Bembo, suo amico, affidò a un distico latino un omaggio al pittore: “Qui giace Raffaello, di cui la Natura ha avuto paura di essere vinta quando lui era vivo e di morire alla notizia della sua morte”.

Ci guida in questo viaggio nelle Stanze di Raffaello un grande storico dell’arte, Antonio Paolucci, già Direttore dei Musei Vaticani.

La lunga marciaLa lunga marcia

LA LUNGA MARCIA

20 Aprile 2019 | Emanuela | DOCUMENTARI, PRODUZIONI, STORIA

Allo scoppio della prima guerra mondiale molte donne si misero al servizio del Paese,
nonostante l’opposizione di buona parte della società.
Alcune lo fecero per propria volontà, altre per necessità. In ogni caso il loro impegno fu
fondamentale per consentire allo Stato di andare avanti in un momento di grandissima
difficoltà.
Si trattò della prima grande opportunità di emancipazione per il mondo femminile,
verso una parificazione dei diritti.

Ma che fine fanno tutte queste donne nel momento in cui torna la pace? Quanti spazi
riescono a mantenere fra quelli che avevano faticosamente conquistato nell’emergenza
dei lunghi anni del conflitto?
Il Parlamento sentenziò che le donne dovevano “dignitosamente ritirarsi in disparte e
riprendere la loro vita domestica, ridando agli affetti familiari la loro indiscussa
preminenza”.
In tante non si arresero e ripresero a combattere per conquistare una maggiore
emancipazione, insistendo in particolare per il diritto al voto. Ma ci vollero ancora
decenni di lotta e un’altra guerra mondiale per ottenerlo.
Il documentario racconta la storia di queste donne, laiche e cattoliche, molte delle quali
semisconosciute, che con il loro coraggio combatterono, ciascuna a proprio modo,
contro il feroce ostracismo del regime fascista.

Collaborazione di Fausta Slanzi. Consulenti storici: Patrizia Gabrielli e Quinto Antonelli.

ILLUSTRI CONOSCIUTI

9 Giugno 2018 | Emanuela | DOCUMENTARI, PRODUZIONI, PROGRAMMI TV, STORIA

La vita, l’opera, il percorso umano e artistico di alcuni fra i più illustri personaggi che hanno fatto la storia d’Italia. Costantino, Giuseppe Verdi, Federico da Montefeltro, Sant’Ambrogio, Bernini. Ma anche la storia di un edificio, la Basilica di San Pietro, costruito da papi e artisti nel corso di un paio di secolo. Attraverso le immagini dell’arte un viaggio inedito nella storia della cultura e negli avvenimenti politici e sociali del nostro paese.

FEDERICO DA MONTEFELTRO
Un guerriero, un capitano di ventura, ma anche un mecenate amante delle arti. Federico da Montefeltro è un uomo chiave nella storia politica dell’Italia del Quattrocento. A capo di un piccolo Stato, ha spesso giocato un ruolo decisivo negli equilibri della penisola. Tra guerre, congiure, tradimenti, prende forma con lui, intorno al grande Palazzo Ducale, una città-stato, Urbino, la “città ideale”, polo d’attrazione di architetti e artisti, da Luciano Laurana a Francesco di Giorgio Martini, da Giusto di Gand a Piero della Francesca. Con interventi dello storico Marcello Simonetta e di Maria Rosaria Valazzi, storica dell’arte, già Soprintendente di Urbino.

AMBROGIO
Nel IV secolo, in un clima di dissoluzione dell’impero, Ambrogio, alto funzionario romano, giunge dalla Germania, dove è nato, a Milano, che è allora una delle capitali dell’impero. In modo del tutto imprevisto, ne diviene vescovo. Con lui cambiano gli equilibri di potere, si aprono conflitti all’interno della Chiesa milanese, fino ad allora dominata dagli Ariani, e tra Chiesa e Impero. Ambrogio, uomo di mediazione ma anche intransigente difensore della dottrina cattolica, ne uscirà vincitore. A Milano diventerà un fondatore di basiliche. E i suoi studi ne faranno un Dottore della Chiesa, uno dei grandi pensatori del mondo cristiano. Con interventi di Marco Garzonio, giornalista, e di Mons. Cesare Pasini, direttore della Biblioteca Apostolica Vaticana.

GIAN LORENZO BERNINI
Un artista completo, scultore, architetto, pittore, Bernini è uno dei grandi uomini del Seicento europeo. Nato a Napoli nel 1598, ma fiorentino nelle origini e nella formazione culturale, diventa romano e trasforma profondamente la città dei papi. Ma soprattutto cambia il modo di pensare all’arte, immaginando le sue creazioni, da vero regista di teatro, in un rapporto fittissimo con il contesto. Guardiamo i suoi capolavori scultorei e architettonici, con un occhio alla committenza: i cardinali più colti, i grandi papi dell’epoca, ma anche i sovrani di tutta Europa, a cominciare dall’uomo più potente del mondo, Luigi XIV di Francia, il re Sole. Con interventi dell’architetto Paolo Portoghesi e dello storico dell’arte Tomaso Montanari.

GIUSEPPE VERDI
La vicenda umana e artistica del più grande compositore italiano di tutti i tempi. Dalle origini contadine, a Busseto, nel Ducato di Parma, ai trionfi alla Scala di Milano, dalla splendida villa di Sant’Agata alle messe in scena nei più grandi teatri del mondo. Una lunga marcia in compagnia delle arie più famose: il successo giovanile del Nabucco, gli “anni di galera”, la “Trilogia popolare” di Rigoletto, Trovatore, Traviata, l’epopea di Aida, fino alle ultime opere, l’Otello e il Falstaff. Una storia che attraversa gli anni del Risorgimento e tutto l’Ottocento italiano. Con interventi di Sandro Cappelletto, storico della musica e direttore dell’Istituto Nazionale di Studi Verdiani, e del direttore d’orchestra Michele Mariotti.

COSTANTINO
L’uomo che riesce a ricostituire, sebbene per pochi anni, l’unità dell’Impero romano, Costantino il Grande, nasce in una piccola città dell’Illiria, segue il padre in Britannia e sconfigge Massenzio nella celebre battaglia di Ponte Milvio, conquistando il potere. Con l’atto di tolleranza, nel 313, permette ai cristiani di professare liberamente la propria fede e diventa, nell’immaginario medievale e nell’arte moderna, quasi un santo, il paladino della religione cattolica. Ne raccontiamo la storia, guardando questa doppia iconografia: quella “classica” dei marmi romani e dell’Arco di Costantino, e quella cristiana, nei capolavori di Piero della Francesca, di Raffaello, di Bernini. Con interventi dello storico Ignazio Tantillo e l’archeologa Valeria Di Cola.

LA FABBRICA DI SAN PIETRO
Anno del Signore 1612. La basilica di San Pietro è appena completata, la cupola era già lì da una ventina d’anni, ma sotto le sue volte e dietro la facciata c’è qualcosa di molto antico che sta per scomparire definitivamente. E’ l’atto finale di una lunga storia iniziata circa un secolo prima. Un viaggio lungo, che dura un secolo e mezzo, in compagnia dei più grandi artisti del tempo, per raccontare l’affascinante storia della nuova San Pietro e della scomparsa dell’antica basilica costantiniana. Con interventi di Tomaso Montanari, storico dell’arte e di Pietro Zander, responsabile della Fabbrica di San Pietro.

I SILENZI DI VERMEER

17 Maggio 2018 | Emanuela | ARTE, DOCUMENTARI, PRODUZIONI

Tomaso Montanari racconta in 4 puntate uno dei grandi mostri sacri dell’arte europea del Seicento: Johannes Vermeer. Un artista che ha conosciuto in anni recenti una grande popolarità, grazie al cinema e a una letteratura di consumo che però non aiuta a comprendere correttamente la portata della sua arte. Un pittore che ha lasciato pochissime opere e di cui non sappiamo quasi nulla. Ma che Montanari segue, tela dopo tela, tra Europa e Stati Uniti, per restituire al pubblico tutta l’energia di un’arte senza confini.

1. La poesia di ogni giorno
La storia di un grande pittore della piccola Olanda del Seicento, nato in una città di provincia, morto giovane e presto dimenticato, non può che cominciare dai canali di Amsterdam, dalle campagne dei Paesi Bassi e dalle strade di Delft, la sua città.

2. Il dentro e il fuori
Non abbiamo molte notizie sulla vita di Vermeer: sappiamo dove è nato, Delft, la città dove è sempre vissuto; sappiamo del suo matrimonio con Caterina Bolnes, figlia di una ricca vedova cattolica, da cui ha avuto 15 figli, undici dei quali sopravvissuti; sappiamo della sua conversione al cattolicesimo; e conosciamo la data della sua morte. Ma della sua vicenda artistica non sappiamo nulla: non sappiamo dove ha imparato a dipingere, chi è stato il suo maestro, chi sono stati i suoi committenti.
Il processo creativo di Vermeer lo possiamo immaginare solo guardando le sue opere. Sono quasi tutti quadri d’interni, ma dove il rapporto tra “dentro e fuori” è fortissimo, come nel caso della Donna che legge una lettera alla finestra, una tela che si conserva a Dresda.

3. Cartografia d’amore
Quasi la metà delle opere di Vermeer si trovano oggi negli Stati Uniti, la maggior parte a New York. Segno di un legame profondo tra la piccola Olanda e la metropoli americana, che non a caso nasce all’inizio del Seicento col nome di Nuova Amsterdam. Vermeer amato dalla pittura del ‘900 anche per la tematica di molte sue opere, centrata sul ruolo della donna e sulle relazioni tra uomo e donna. Una “cartografia d’amore” quella che Vermeer mette in scena tela dopo tela.

4. Con altri sensi
“Conosci un pittore di nome Vermeer?”, scriveva Van Gogh all’amico Émile Bernard nel 1877. L’uso libero dei colori per Van Gogh è una vera e propria scoperta. Egli era stato colpito dalla Donna in blu che legge una lettera. Il blu della donna del Rijksmuseum, ma anche il giallo della Suonatrice di chitarra: la Donna col liuto, la Lezione di musica, la Suonatrice di spinetta.. E soprattutto le due “donne al virginale”, che vanno letti come due facce della stessa medaglia: due allegorie, due tipologie di donne, la timida e la disinibita. Come allegorica è la Donna che pesa l’argento. Una donna che pensa, che riflette, che “pesa” le sue decisioni.

Le stanze di Raffaello

2020, 58 minuti
Gli affreschi di Raffaello per gli appartamenti dei Palazzi Apostolici vaticani, raccontati stanza per stanza da Antonio Paolucci, ex direttore dei Musei Vaticani.
Prodotto dal Governatorato SCV e realizzato da Land Comunicazioni
 
Regia di Luca Criscenti; con Antonio Paolucci. On air: Rai 5

Il dipinto più bello del mondo

2018, 60 minuti, lingua inglese
Stazione appaltante: Fondazione Piero della Francesca. Il racconto di un’opera d’arte e la documentazione di un lungo ed accurato restauro.
 
Autore: Tomaso Montanari; regia: Luca Criscenti

Lorenzo Lotto. Viaggio nella crisi del rinascimento

2018, 60 minuti
Stazione appaltante: Regione Marche. Una versione da 12’ del filmato è al Museo del Prado (Madrid, 19 giugno-30 settembre 2018) e alla National Gallery (Londra, 5 novembre 2018-10 gennaio 2019) nell’ambito della mostra “Lorenzo Lotto. Retratos/Portraits”.
Una monografia dedicata a uno dei protagonisti più controversi del Rinascimento italiano
 
di Enrico Dal Pozzolo; regia: Luca Criscenti; produzione: Land Comunicazioni

La memoria del condor

2018, 78 minuti

Documentario sul Processo Condor, sulle vittime della repressione sudamericana negli anni ’70
Premio Mundo Latino

Regia: Emanuela Tomassetti

La riserva della biosfera – Alpi Ledrensi & Judicaria

2018, 48 minuti
Stazione appaltante: Segretariato BIM Sarca-Mincio
Biodiversità ed economia del territorio in Trentino nelle valli delle Alpi Ledrensi e Judicaria.
 
di Piero Badaloni; produzione: Land Comunicazioni

Pienza città della luce

2017, 60 minuti

Stazione appaltante: Comune di Pienza, in trattative con Rai.
Il rapporto tra città e paesaggio in uno dei borghi più belli d’Italia, patrimonio dell’Unesco.

di Tomaso Montanari; regia: Luca Criscenti; produzione: Land Comunicazioni

La guerra dei trentini

2016, 70 minuti
Stazione appaltante: Provincia autonoma di Trento
vendita: Rete Blu-Tv 2000
Storie di uomini e donne sullo sfondo della Prima guerra mondiale
 
un programma di: Piero Badaloni; produzione: Land Comunicazioni.

MICHELANGELO SCONOSCIUTO. GLI AFFRESCHI DELLA CAPPELLA PAOLINA

2014, 52 minuti
commento in video: Antonio Paolucci; regia: Nino Criscenti; produzione: Land Comunicazioni.
Stazione appaltante: Rai
Pitture sconosciute al grande pubblico: gli ultimi affreschi di Michelangelo nel cuore del Vaticano.

MICHELANGELO A ROMA

2014, 2 x 52 minuti
Michelangelo è stato a Roma più volte, dal suo primo soggiorno nel 1496 alla morte, avvenuta nella capitale nel 1564. In questa città ha realizzato alcune delle sue opere maggiori, come architetto, scultore e pittore. Il documentario illustra le opere romane di Michelangelo, dalla Pietà …

MICHELANGELO A FIRENZE

2013, 72 minuti, HD
regia: Luca Criscenti; produzione: Land Comunicazioni
Stazione appaltante: Rai
Il rapporto tra Michelangelo e le sue due città, attraverso le opere d’arte che vi si conservano

INDAGINE SU GIORGIONE

2013, 72 minuti, HD
Regia: Nino Criscenti; testo e commento: Enrico Dal Pozzolo; produzione: Land Comunicazioni
Stazione appaltante: Rai; Comune di Castelfranco Veneto; Comune di Montagnana
Pittura e musica per raccontare uno dei pittori più enigmatici della storia dell’arte
Premio Silvia dall’Orso 2014;

IN QUESTO STENTO

2013, 52 minuti, HD
Michelangelo entra nella Cappella Sistina per dipingere i mille metri quadrati della volta nel 1508 e ne esce nel 1512. Più di quattro anni nei quali realizza l’opera più importante della pittura del Rinascimento. Il video racconta la storia materiale dell’opera: come l’artista ha portato a termi…

INDAGINE SU GIORGIONE

2013, 72 minuti, HD
Regia: Nino Criscenti; testo e commento: Enrico Dal Pozzolo; produzione: Land Comunicazioni
Stazione appaltante: Rai; Comune di Castelfranco Veneto; Comune di Montagnana
Pittura e musica per raccontare uno dei pittori più enigmatici della storia dell’arte
Premio Silvia dall’Orso 2014;
Woola