I SILENZI DI VERMEER

(2019, 4 puntate per 58' - 4K)
UN PROGRAMMA DI: Tomaso Montanari
REGIA: Luca Criscenti
FOTOGRAFIA: Francesco Lo Gullo
MONTAGGIO: Emanuele Redondi e Anjan Di Leonardo
MUSICA: Giorgio Giampà
PRODUZIONE: Land Comunicazioni
ON AIR: Rai 5

Tomaso Montanari racconta in 4 puntate uno dei grandi mostri sacri dell’arte europea del Seicento: Johannes Vermeer. Un artista che ha conosciuto in anni recenti una grande popolarità, grazie al cinema e a una letteratura di consumo che però non aiuta a comprendere correttamente la portata della sua arte. Un pittore che ha lasciato pochissime opere e di cui non sappiamo quasi nulla. Ma che Montanari segue, tela dopo tela, tra Europa e Stati Uniti, per restituire al pubblico tutta l’energia di un’arte senza confini.

1. La poesia di ogni giorno
La storia di un grande pittore della piccola Olanda del Seicento, nato in una città di provincia, morto giovane e presto dimenticato, non può che cominciare dai canali di Amsterdam, dalle campagne dei Paesi Bassi e dalle strade di Delft, la sua città.

2. Il dentro e il fuori
Non abbiamo molte notizie sulla vita di Vermeer: sappiamo dove è nato, Delft, la città dove è sempre vissuto; sappiamo del suo matrimonio con Caterina Bolnes, figlia di una ricca vedova cattolica, da cui ha avuto 15 figli, undici dei quali sopravvissuti; sappiamo della sua conversione al cattolicesimo; e conosciamo la data della sua morte. Ma della sua vicenda artistica non sappiamo nulla: non sappiamo dove ha imparato a dipingere, chi è stato il suo maestro, chi sono stati i suoi committenti.
Il processo creativo di Vermeer lo possiamo immaginare solo guardando le sue opere. Sono quasi tutti quadri d’interni, ma dove il rapporto tra “dentro e fuori” è fortissimo, come nel caso della Donna che legge una lettera alla finestra, una tela che si conserva a Dresda.

3. Cartografia d’amore
Quasi la metà delle opere di Vermeer si trovano oggi negli Stati Uniti, la maggior parte a New York. Segno di un legame profondo tra la piccola Olanda e la metropoli americana, che non a caso nasce all’inizio del Seicento col nome di Nuova Amsterdam. Vermeer amato dalla pittura del ‘900 anche per la tematica di molte sue opere, centrata sul ruolo della donna e sulle relazioni tra uomo e donna. Una “cartografia d’amore” quella che Vermeer mette in scena tela dopo tela.

4. Con altri sensi
“Conosci un pittore di nome Vermeer?”, scriveva Van Gogh all’amico Émile Bernard nel 1877. L’uso libero dei colori per Van Gogh è una vera e propria scoperta. Egli era stato colpito dalla Donna in blu che legge una lettera. Il blu della donna del Rijksmuseum, ma anche il giallo della Suonatrice di chitarra: la Donna col liuto, la Lezione di musica, la Suonatrice di spinetta.. E soprattutto le due “donne al virginale”, che vanno letti come due facce della stessa medaglia: due allegorie, due tipologie di donne, la timida e la disinibita. Come allegorica è la Donna che pesa l’argento. Una donna che pensa, che riflette, che “pesa” le sue decisioni.